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Jean Valjeam

Sin da piccolo, ho sempre provato interesse per il celebre capolavoro di ๐—ฉ๐—ถ๐—ฐ๐˜๐—ผ๐—ฟ ๐—›๐˜‚๐—ด๐—ผฬ€: “๐—œ ๐—บ๐—ถ๐˜€๐—ฒ๐—ฟ๐—ฎ๐—ฏ๐—ถ๐—น๐—ถ”. Una figura che mi ha sempre intrigato era quella dell’ex gaelotto: ๐—๐—ฒ๐—ฎ๐—ป ๐—ฉ๐—ฎ๐—น๐—ท๐—ฒ๐—ฎ๐—ป.

Prima di essere un forzato, Valjean, era stato un mite ed onesto operaio, che manteneva col suo duro lavoro una sorella vedova con otto piccini. Perchรฉ dunque cominciรฒ a delinquere?

Il primo furto che commise, Valjean, lo fece per estremo bisogno: proprio per sfamare i suoi nipotini. In un momento di esasperazione aveva nottetempo rotto un vetro di un fornaio e sottratto del pane per darlo ai piccoli affamati. Per tale reato fu arrestato, processato per furto di notte con scasso e condannato alla pena di cinque anni di lavori forzati.

Poichรฉ egli non era uno stupido e, sebbene ignorante, aveva sviluppatissimo il senso MORALE e profondo il sentimento di GIUSTIZIA, si ribellรฒ all’enormitร  di quella condanna e dopo qualche anno di permanenza al bagno penale di Tolone, tentรฒ di evadere. Fu ripreso e di nuovo scappรฒ; fu ancora riacciuffato e quindi ripetutamente condannato.

E cosรฌ per il furto di un PEZZO di PANE, compiuto in stato di estrema necessitร , egli finรฌ con lo scontare, complessivamente, diciannove anni di galera, mentre i suoi cari – la sorella e i nipotini – morirono di stenti ad uno ad uno, lasciandolo solo e perseguitato nel mondo.

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Banditi, Briganti e delinquenti

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๐…๐ซ๐š๐ง๐œ๐ž๐ฌ๐œ๐จ ๐’๐š๐ฏ๐ž๐ซ๐ข๐จ ๐๐ข๐ญ๐ญ๐ข

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La ridicolizzazione dell’avversario

Angelo D’Orsi e Davide Parenzo

…รจ proprio cosรฌ: la ridicolizzazione dell’avversario รจ l’arma piรน potente, perchรฉ, estremamente “democratica” e inclusiva. Ridicolizzando l’avversario non lo si esclude a priori dal dibattito ma, al contrario, lo si rende protagonista! Protagonista si, ma in senso dispregiativo: chi darร  mai retta ad un pagliaccio? Ecco, con una semplice mossa, si sono presi due piccioni con una fava. Da una parte si รจ assicurato un dibattito (seppure abilmente orchestrato) e dall’altra si รจ annullato l’avversario e le sue “ridicole” tesi. Oggi, in piena epoca postmoderna, ci muoviamo accompagnati da un inutile corredo di stereotipi e illusioni massmediatiche come ad esempio, lโ€™ansia di apparire e di essere riconosciuti elevati a valore collettivo ed universale, anche a scapito della propria dignitร . La “democrazia” รจ una grandissima favola, ragion per cui, si trovano mille e mille escamotage per supportarla. Uno di questi รจ il “pluralismo”: affinchรฉ un dibattito sia veramente “democratico” c’รจ bisogno di inclusione, salvo poi accorgersi che questo non sempre porta al risultato sperato. In realtร , viviamo in una tecnocrazia planetaria che intende dirigere tutto. Ma, per farlo, la tecnocrazia si serve della “democrazia” come paravento. Con lโ€™avvento della persuasione tecno-mediatica inizia a completarsi il processo di regressione culturale delle masse. I media realizzano unโ€™alfabetizzazione minima di tutta la popolazione, pena lโ€™impossibilitร  di rivestire il ruolo sociale di consumatori, ma livellano gli standard culturali collettivi incredibilmente in basso. Il pensiero soggettivo diventa quindi inutile, surclassato da quello oggettivo, democratico e unanimemente condiviso. Per questo, alla fin fine, appare futile lโ€™atto di porsi troppe domande. รˆ il trionfo della cultura di massa (democratica) e del tempo presente, dove la rimozione del pensiero della morte libera il consumatore dagli inutili fardelli esistenziali ed indirizza lโ€™attenzione alla frenetica rincorsa dei gadgets consumistici. La tecnocrazia planetaria livella e classifica gli slanci prometeici del disilluso ‘uomo di genio’ evoluzione successiva dell’ ‘uomo sapiente sapiente’, ormai inevitabilmente invischiato nelle trame produttive dellโ€™apparato, che ha come unico scopo lโ€™autoreferenzialitร , lโ€™incessante ricerca del proprio “successo”, che รจ sempre corredato dalla vista luccicante dell’oro. Il profitto, infatti, accredita e legittima l’arrivista, l’usuraio, il furfante mascherato. Questa รจ la nostra epoca, prendiamone atto. In questo contesto non cโ€™รจ piรน spazio per la “cultura alta” (aristocratica), e il letterato appare sempre piรน come un residuo del passato ormai prossimo allโ€™estinzione. Per questo, nei talk-show televisivi, l’intellettuale dissidente, viene sempre circondato da “tecnici” e viene attaccato da nani e ballerine ( parenzo docet).

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Economisti

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Soldati

Rancorosi e docili, stuprati, sgangherati e coglioni sempre, valevano proprio quanto noi! Puoi dirlo! Cambiamo mica! Nรฉ i calzini, nรฉ i maestri, nรฉ le opinioni, o almeno cosรฌ tardi, che non ne vale piรน la pena. Siamo nati fedeli, fedeli crepiamo noialtri! Soldati a gratis, eroi per tutti e scimmie parlanti, parole sofferte, siamo noi i cocchi di Re Miseria“.

Louis-Ferdinand Cรฉline,Viaggio al termine della notte“.

Soldati feriti

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“chi ha tempo non aspetti tempo”.

Cari amici,

“chi ha tempo non aspetti tempo”. Questo mi ripeteva spesso la sorella di mio padre: la cara zia Elodia. Non rimandiamo al domani ciรฒ che possiamo fare oggi. Perchรฉ, aggiungeva un’altra mia zia( suora), ” del bene di poi son riboccanti le fosse”. Invece, nonostante queste caute raccomandazioni, spesso ho disatteso questi avvertimenti, procrastinando sine die tantissime cose. Per questo motivo occorre una svolta repentina, sperando di salvare il salvabile e non dimenticando di fare il bene disinteressatamente, con spirito di servizio, e animo caritatevole. Buona serata a tutti.

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Candela solitaria

Oltrepassare il confine delle proprie possibilitร , senza alcuna coscienza di sรฉ, induce solo a consumare ogni possibile e futura crescita, allontanando ogni possibile traguardo. Questo accade quando siamo presi dalle passioni che ottenebrano i sensi, rendendoci ciechi e sordi ad ogni ragione. รˆ come scorrere su una lama affilatissima. come consumarsi pian piano, come una candela che brucia della propria fiamma in una stanza vuota: inutilmente, momentaneamente.

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Elucubrazioni postume

Rimaner taciturni, magari in un contesto che ci vorrebbe ciarlieri ed estroversi, ci fa apparire come distaccati ed altezzosi, provocando cattivo gradimento nei confronti delle persone circostanti.

A volte ad estraniarsi si finisce per essere fraintesi e bollati come supponenti. Non si comprende cosa accade dietro, cosa c’รจ di incoerente. รˆ che in un mondo che ci vuole conformi e congruenti allโ€™esaltazione estetizzata, ciรฒ che non lo รจ, risalta opaco e incomprensibilmente ostile.

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Foglie

Guardavo oggi volare, in strada, delle foglie.

Soffiava forte il vento. Sembravano farfalle, le foglie che volavano… una strana rotazione sembrava far avere loro delle ali…i riflessi del sole pallido fra le nubi sparse le facevano brillare e librare nell’aria. Vibravano e si libravano come degli uccellini dorati.

Strani giorni e giochi di Luce.

Una luce particolare….. portata dal vento.

Atmosfere quasi sospese…. dove ogni folata di vento arriva pura e potente; e, il sole, ogni tanto, riflesso dalla pietra, si proietta nella mente.

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Warlords

Si racconta che un principe, avido di gloria, desiderava ardentemente di iniziare una guerra. Sollecitava il re, suo padre, a trovare un pretesto per scendere in campo. Il sovrano, prudente, dissuadeva il figlio e per fargli comprendere il disastro di una guerra, ordinรฒ ad un valente pittore parecchi quadri, che presto furono allestiti.

Il primo quadro rappresentava il principe sul campo di battaglia… fiero e sprezzatore della morte. Il secondo rappresentava la campagna devastata e il terzo la cittร  distrutta dall’incendio. Il

quarto quadro riproduceva la scena delle vedove di guerra, piangenti, con i pargoli accanto. Il quinto era riservato ai mutilati: chi zoppo, chi monco di un braccio, chi cieco …

Il re fece meditare al figlio i disastri della guerra e cosรฌ il principe potรจ mettere giudizio.

Le conseguenze di una guerra sono dolorose, durature; ma le conseguenze del peccato mortale sono piรน terribili, in quanto sono danni spirituali.

๐ƒ๐จ๐ง ๐†๐ข๐ฎ๐ฌ๐ž๐ฉ๐ฉ๐ž ๐“๐จ๐ฆ๐š๐ฌ๐ž๐ฅ๐ฅ๐ข, Meditazioni per signorine

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